Matey Kaziyski, Emanuele Birarelli e Nikola Grbic sono tornati dalle Olimpiadi più carichi che mai. Kaziyski: “Io non ho paura di giocare, né di perdere. Ma quando vado in campo cerco di vincere, questo è il significato dello sport. Voglio vincere tutto anche la Supercoppa”
TRENTO – Sono tornati e sono carichi. Molto carichi. Tanto che Matey Kaziyski non ha dubbi: «Io non ho paura di giocare, né di perdere. Ma quando vado in campo cerco di vincere, questo è il significato dello sport. E dunque i miei obiettivi per quest’anno si chiamano Campionato, Champions League e Coppa Italia». E la Supercoppa? «Quella è la prima che giocheremo. Bisogna vincere anche quella». Non è un po’ troppo? «Io non parlo per la società, parlo per me: questo è quello che io vorrei vincere». Tutto, insomma. Il nuovo gruppo Itas si sta ricompattando con l’arrivo degli olimpionici. E la rosa si amplia a dovere, plasmata dal tecnico Radostin Stoytchev. Ieri i riflettori erano tutti sui tre tornati a respirare l’aria del gruppo (Michal Winiarski è ancora in Polonia con dei problemi muscolari) dopo essere stati protagonisti, ognuno con la propria Nazionale, del torneo Olimpico: il bulgaro Matey Kaziyski, l’italiano Emanuele Birarelli e il capitano dell’Itas e della Serbia, Nikola Grbic. Anche se nessuno – sportivamente parlando – è completamente soddisfatto del risultato ottenuto a Pechino, tutti e tre tornano rinvigoriti da un’esperienza che li ha segnati. Kaziyski: «Essere in un posto dove il livello è altissimo e tutti sanno che devono dare il massimo per ottenere il risultato ti offre un punto di vista sullo sport nuovo. Ti dà la consapevolezza che puoi affrontare qualsiasi impegno. È stata davvero un’emozione unica, bellissima». Birarelli, anch’egli soddisfatto per aver conquistato un posto di titolare strada facendo, «nonostante un’Olimpiade ti succhi le energie. Ma ora mi sono riposato e sono pronto per ricominciare». Grbic, che ha già partecipato alle Olimpiadi (vincendone anche una edizione, nel 2000, con la allora Yugoslavia), fa un raffronto: «Penso che a livello organizzativo non si potrà più fare di meglio. A Pechino sono stati perfetti. Certo, progredirà la tecnologia, ma per quanto riguarda l’organizzazione credo che non si potrà migliorare». A dispetto dell’estate densa di impegni, tutti e tre sono pronti e entusiasti di riprendere. Per dire: Grbic, lunedì, è arrivato in palestra nel primo pomeriggio e si è allenato praticamente senza nemmeno passare da casa: «Ho visto i ragazzi e sono molto contento. Con questi nomi penso che quest’anno ci siamo rafforzati rispetto lo scorso anno. La rosa è ampia ma con la scusa che dovremo giocare su più fronti, certamente ci sarà spazio per tutti. È arrivato anche un palleggiatore (il polacco Lukasz Zygadlo, ndr) che conosco dalla Nazionale: così qualche volta potrò anche riposare», sorride. «Ho voglia di ricominciare a giocare – aggiunge Birarelli -. Sono stato un po’ al mare, ma ora non vedevo l’ora di ritrovare i miei compagni. Qui a Trento mi sono trovato bene e tutti i ricordi sono positivi: per questo l’entusiasmo non manca. Ora il lavoro che l’allenatore ci fa fare ci permette un reinserimento graduale, ma credo che per la Supercoppa del 20 settembre sarò pronto». Anche lui soddisfatto dei nuovi acquisti messi a segno dalla società: «Riad mi piace molto. È forte fisicamente e batte bene. Tra lui, Marco (Piscopo, ndr) e me, ci sarà da sudare per conquistarsi il posto, ma va bene così: sono abituato a lottare». Se qualcuno prova a chiedere a Kaziyski se sia scarico dall’Olimpiade, lui lo guarda diritto negli occhi e dice: «Niente affatto, è proprio il contrario. Sono pronto per combattere, per difendere lo scudetto che abbiamo conquistato lo scorso anno». Rispolverando il vecchio luogo comune secondo cui è più facile vincere che ripetersi, tutti e tre sono convinti che questa stagione sarà più impegnativa della passata. Però nessuno è spaventato: «Ci aspetteranno tutti per batterci, d’accordo. Ma noi siamo i campioni e per di più ci siamo rafforzati. Non abbiamo paura di nessuno», chiarisce Kaziyski. Che ha già giocato due volte la Champions a Mosca: «Non so dare la ricetta per vincerla, visto che finora non l’ho mai vinta. Ma sono certo che ci impegneremo al massimo per farcela quest’anno». Ci sarà molto da lavorare, no? Matey ride: «Penso che Stoytchev non abbia problemi a farci cominciare a sgobbare. Già da subito».